Ad ottobre il PMI manifatturiero dell’eurozona aumenta al valore più alto in 80 mesi


Il settore manifatturiero dell’eurozona ha iniziato molto positivamente l’inizio dell’ultimo trimestre. Rimane elevata la crescita di produzione e dei nuovi ordini, mentre il tasso di creazione occupazionale è accelerato al tasso record d’indagine.

L’Indice finale IHS Markit PMI® Settore Manifatturiero Eurozona è aumentato ad ottobre al valore più alto in 80 mesi di 58.5, in salita da 58.1 di settembre e leggermente al di sotto della precedente stima flash di 58.6. L’indice principale ha segnalato un’espansione mensile continua da luglio 2013.

La ripresa è stata ancora una volta guidata dalla forte performance di Germania, Paesi Bassi e Austria. I PMI della Germania e dell’Austria sono rimasti invariati, mentre quello dei Paesi Bassi è aumentato al livello maggiore da febbraio 2011. L’espansione in Italia (record in 80 mesi) e quella in Spagna (record in 29 mesi) sono risultate più veloci, mentre il PMI della Francia si mantiene stabile al valore più alto in 77 mesi di settembre.

Crescita è stata registrata anche in Irlanda e Grecia, il che significa che tutte le nazioni coperte dall’indagine hanno registrato la quinta espansione mensile consecutiva. Ad ogni modo, Irlanda e Grecia hanno osservato tassi di crescita più lenti rispetto alla precedente indagine.

Osservando i componenti dell’indice PMI, il tasso di crescita della produzione manifatturiera dell’area euro è diminuito dal valore record di settembre, mentre il tasso di incremento dei nuovi ordini è rimasto elevato prendendo vigore sino a raggiungere il tasso migliore in 80 mesi.

Aumentando al nuovo valore record, anche la creazione occupazionale ha contribuito alla crescita. Inoltre, anche la tendenza delle giacenze degli acquisti e dei tempi medi di consegna dei fornitori hanno contribuito positivamente rispetto al mese scorso.

Livelli del personale in aumento per 38 mesi consecutivi, con l’indagine di ottobre che ha osservato un’espansione della capacità in risposta all’aumento dell’afflusso dei nuovi ordini ricevuti e dei volumi di lavoro inevaso. Il livello occupazionale aumenta a tassi elevati in Germania, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Austria e Grecia. Solo la Francia non è riuscita a registrare crescite occupazionali più forti.

Conseguentemente alla messa alla prova della capacità con l’aumento dell’afflusso sia degli ordini nazionali che di quelli esteri, aumenta ad un tasso più veloce, osservato solo un’altra volta durante l’indagine il livello del lavoro inevaso. Il volume delle esportazioni, incluso il commercio intra eurozona, è aumentato ad un tasso più veloce e riflette l’incremento riportato in tutte le nazioni coperte dall’indagine. Anche la pressione sulla capacità produttiva ha avuto ad ottobre un impatto sulla catena di distribuzione, peggiorando quindi ulteriormente e notevolmente le performance dei fornitori. I tempi medi di consegna sono aumentati al tasso maggiore in sei anni e mezzo, con allungamenti elevati riportati specialmente in Germania, Francia, Austria e Paesi Bassi.

La forte domanda di materie prime assieme alla carenza di alcuni beni, ha contribuito all’ultimo incremento dei tempi medi di consegna dei fornitori. Inoltre l’intensificarsi del “mercato del venditore” per alcuni beni acquistati ha causato un incremento dei costi. I prezzi medi di acquisto sono aumentati al tasso più veloce in sei mesi, con una inflazione più forte segnalata in quasi tutte le nazioni coperte dall’indagine, con la sola eccezione dell’Irlanda.

Parte dell’incremento dei costi di acquisto è stata trasferita ai clienti finali sotto forma di prezzi di vendita maggiori. Aumentano quindi i prezzi di vendita per il tredicesimo mese consecutivo, ad un tasso di inflazione più alto da giugno 2011. L’aumento maggiore dei prezzi è stato osservato in Germania, nonostante assieme all’Irlanda sono state le uniche nazioni ad osservare un livello di inflazione più lento rispetto a settembre.

Rimangono positive ad ottobre le aspettative del settore manifatturiero, con le imprese che hanno mediamente riportato una previsione di crescita della produzione durante i prossimi 12 mesi. Detto ciò, il livello di ottimismo generale è diminuito leggermente rispetto al valore record in tre mesi di settembre.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Le imprese manifatturiere dell’eurozona hanno iniziato il quarto trimestre con un vigore maggiore e nessun segnale di riduzione di intensità. Il PMI di ottobre è stato il maggiore da febbraio 2011 e il secondo più alto di 17 anni. La prestazione generale del settore manifatturiero è stata sinora la più forte dal 2000. È particolarmente incoraggiante osservare come il livello occupazionale stia crescendo ad un tasso record, con le aziende che cercano di incrementare la capacità in risposta ai maggiori ordini ricevuti. La crescita delle esportazioni, incluso il commercio intra eurozona, continua a rimanere positivamente elevata, suggerendo come il rafforzamento dell’euro di quest’anno abbia avuto poco impatto. Inoltre è stato riportato un aumento della domanda nazionale. Ad ogni modo, con l’aumento dei nuovi ordini ad un tasso più elevato, le fabbriche e i fornitori stanno avendo qualche difficoltà a soddisfare la domanda. Il livello del lavoro inevaso è aumentato ad un passo mai osservato in precedenza, superando persino la serie storica di 15 anni (la raccolta dati del lavoro inevaso è iniziata a novembre del 2002). I tempi medi di consegna si sono allungati al valore maggiore dal 2011 suggerendo quindi che il potere di acquisto si sta muovendo verso il mercato del venditore. Conseguentemente, i prezzi di acquisto e di vendita sono aumentati a tassi più veloci. Con l’incremento della produzione, della domanda e della pressione sui prezzi, i dati dell’indagine supportano il recente cambio della politica da parte della BCE circa minori acquisizioni di titoli per il 2018”.


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