Markit PMI: netto miglioramento del settore manifatturiero italiano


Favorito dall’aumento record d’indagine del livello occupazionale, la crescita migliore in sei anni e mezzo e il più forte incremento dei nuovi ordini da febbraio 2011, il settore manifatturiero italiano sta beneficiando ad ottobre di un netto miglioramento della propria performance.

Conseguentemente al notevole aumento delle esportazioni, supportate dalla forte domanda da parte della Germania, le imprese campione sono rimaste ottimiste circa la sostenibilità futura della crescita.

Detto ciò, un fattore meno positivo è stato l’intensificarsi delle pressioni inflazionistiche, con i prezzi di acquisto in rapido aumento e quelli di vendita che riportano l’incremento maggiore da inizio 2011.

Il valore principale dell’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit Settore Manifatturiero Italiano, che con un’unica cifra mostra gli sviluppi delle condizioni generali del settore, si è rafforzato ad ottobre sino a raggiungere il valore più alto in sei anni mezzo. Il PMI ha raggiunto 57.8, in salita da 56.3 di settembre ed è stato indicativo di una forte crescita del settore. Il PMI ha ormai registrato un valore al di sopra della soglia di non cambiamento di 50.0 per 14 mesi consecutivi.

La produzione si è espansa ad ottobre al tasso maggiore da aprile 2011, con il sotto settore dei beni d’investimento che ha registrato una crescita particolarmente forte. La notevole domanda è stato il fattore principale che ha supportato la crescita, con i nuovi ordini totali che hanno riportato un incremento al tasso maggiore in più di sei anni e mezzo. Dai dati raccolti si evince che la domanda estera, piuttosto che quella domestica, è stato il fattore principale che ha sostenuto la crescita.

La Germania si è fatta notare in particolare come fonte di nuovi ordini, specialmente quelli di beni di investimento, con i nuovi ordini esteri che sono aumentati ad ottobre ad un livello di poco inferiore al recente valore record di agosto.

Le forti crescite della produzione e dei nuovi ordini, in aggiunta all’ottimismo circa la sostenibilità della crescita, con circa il 43% delle aziende campione che hanno previsto un aumento della produzione durante i prossimi 12 mesi, ha favorito l’aumento della forza lavoro. Il livello occupazionale ha ormai riportato il trentaquattresimo mese consecutivo di aumento, con l’ultimo che rappresenta il più forte in più di venti anni di raccolta dati.

Nonostante la forte crescita occupazionale, così come evidenziato dalla seconda crescita più forte del lavoro inevaso da fine 2013, la capacità produttiva rimane sotto pressione. Le imprese manifatturiere hanno riportato come gli eccessivi ordini ricevuti sono collegabili al maggiore livello del lavoro inevaso.

Allo stesso tempo, le aziende campione hanno incrementato ad ottobre la loro attività di acquisto al tasso maggiore da febbraio 2011. L’aumento della pressione presso i fornitori ha conseguentemente causato un notevole peggioramento dei tempi medi di consegna dei fornitori. La carenza di materie prime è stata largamente riportata, e pare che ciò abbia causato l’inflazione maggiore dei costi di acquisto in sette mesi. In risposta a ciò, i prezzi di vendita sono aumentati al tasso maggiore in sei anni e mezzo.

Paul Smith, Director di IHS Markit che compila il report Markit PMI™ Settore Manifatturiero in Italia, ha dichiarato: «Si impenna il settore manifatturiero in Italia durante l’inizio dell’ultimo trimestre del 2017, con crescite sia della produzione che dei nuovi ordini in aumento a tassi mai osservati dal 2011. I dati raccolti evidenziano come la domanda nazionale sia rimasta generalmente debole. La crescita riportata è attribuibile quindi al forte incremento delle esportazioni, specialmente verso la Germania, il maggiore partner commerciale dell’Italia, con una forte domanda registrata in particolare per i beni capitali. Ulteriori buone notizie arrivano dal fronte occupazionale, in aumento grazie all’impennata dell’attività e dei nuovi ordini. In più di 20 anni di raccolta dati, non si è mai osservata una crescita mensile dei livelli occupazionali di questa portata, causata dall’incremento del carico di lavoro e previsioni di una ulteriore crescita futura».

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