Markit PMI: rimane elevata la crescita della produzione manifatturiera ad inizio del terzo trimestre


Ad inizio del terzo trimestre, l’economia manifatturiera italiana continua a mostrare una forte crescita, con gli ultimi dati dell’indagine PMI® IHS Markit che hanno indicato un forte aumento della produzione e dei nuovi ordini. Anche i livelli occupazionali del settore sono aumentati, anche se ad un tasso di creazione che, a causa dell’indebolimento dell’ottimismo delle aziende circa l’attività futura, ha raggiunto il valore più basso in sette mesi. Allo stesso tempo, conseguentemente al rallentamento della crescita dei prezzi di acquisto e di vendita, le pressioni inflazionistiche hanno mostrato ulteriori segnali di cedimento.

Il valore principale dell’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano, che con un’unica cifra mostra le condizioni generali del settore, ha registrato a luglio 55.1, valore questo di poco diverso da quello di 55.2 di giugno. Ciò ha segnalato un miglioramento delle condizioni commerciali generali ad un tasso che è stato generalmente in linea con la media registrata durante la prima metà dell’anno.

L’indagine di luglio ha mostrato l’ennesimo forte, anche se leggermente più lento, aumento della produzione manifatturiera. I produttori dei beni intermedi hanno guidato la crescita, mentre il rallentamento della crescita presso i produttori dei beni di consumo è stato responsabile del rallentamento generale dell’espansione.

D’altro canto, i nuovi ordini sono aumentati a luglio ad un tasso più veloce, risultato inoltre il più veloce degli ultimi tre mesi. L’aumento dei nuovi ordini è stato attribuito dalle aziende campione alla maggiore domanda, e inoltre ha causato un acceleramento dei livelli del lavoro inevaso presso i manifatturieri.

L’indagine di luglio ha osservato inoltre una sostenuta crescita dei nuovi ordini dall’estero anche se ad un tasso più lento rispetto al mese scorso. Le imprese campione hanno evidenziato nuovi ordini provenienti dalla Germania e dagli USA.

Conseguentemente ai maggiori ordini, il livello occupazionale manifatturiero continua ad aumentare a luglio e, anche se rimanendo elevato, il tasso di crescita registrato è stato il più lento osservato durante l’anno in corso.

Allo stesso tempo ha continuato a deteriorare il livello di ottimismo delle aziende campione circa l’attività futura ed ha toccato il livello minimo da dicembre 2014. Una percentuale maggiore di aziende prevede un aumento della produzione durante i prossimi 12 mesi, anche se il livello di ottimismo è diminuito drasticamente rispetto ad inizio anno.

Sul fronte dei prezzi, gli ultimi dati hanno mostrato un ulteriore rallentamento, il più lento in nove mesi, del tasso di inflazione dei prezzi presso i manifatturieri. Anche i prezzi medi di vendita sono aumentati più lentamente a luglio, con un tasso di incremento che è risultato il più lento dallo scorso dicembre ed è risultato in generale modesto.

Ad un tasso più forte e segnalando uno tra i maggiori deterioramenti degli ultimi sei mesi, aumentano a luglio i tempi medi di consegna dei fornitori. Ciò riflette in parte la maggiore domanda di fattori produttivi, con una quantità degli acquisti presso i manifatturieri in aumento per il nono mese consecutivo.

Le giacenze dei fattori produttivi aumentano leggermente e per la prima volta in sette mesi, ad ogni modo le giacenze dei prodotti finiti continuano a diminuire.

Phil Smith, Principal Economist presso IHS Markit, ed autore del report IHS Markit PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha detto: “Positivo l’inizio della seconda metà dell’anno per il settore manifatturiero italiano, continuando quindi il recente momento di forte crescita con sostenute crescite della produzione, nuovi ordini ed esportazioni. Appaiono sicure le prospettive immediate del settore, con il crescente livello del lavoro inevaso che indica pressioni sulla capacità e giustifica una ulteriore espansione della produzione e dei livelli occupazionali. Detto ciò, le prospettive sulla produzione per i prossimi 12 mesi sono diminuite, sino a raggiungere il livello più basso in più di due anni e mezzo, ciò aumenta preoccupazioni su quanto ancora la produzione possa continuare questo passo di crescita. Le minori pressioni sui prezzi rimangono un’ulteriore caratteristica dell’indagine, con l’inflazione dei costi in rallentamento in ognuno dei precedenti cinque mesi sino a raggiungere il livello più basso dallo scorso ottobre”.

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