Equitalia, prima l’addio e poi test a fine mese sulla rottamazione


La data più vicina sul calendario è quella di sabato, quando Equitalia uscirà di scena. Al suo posto subentrerà l’ente pubblico economico Agenzia delle Entrate-Riscossione. Ma luglio si preannuncia molto intenso sul fronte della riscossione. Perché sull’operazione c’è pendente un ricorso del sindacato Dirpubblica al Consiglio di Stato che si pronuncerà il 27 luglio. E poi entro la fine del mese ci sarà il test più probante per gli obiettivi della rottamazione delle cartelle con la scadenza di versamento della prima o unica rata: una cartina di tornasole per capire se sarà possibile raggiungere il target dei 7,2 miliardi complessivi fissato dal decreto fiscale collegato alla manovra dello scorso autunno.

Lo stesso provvedimento, questo, che ha stabilito la chiusura dei battenti di Equitalia. Un passaggio sotto l’ala dell’agenzia delle Entrate, che avviene proprio nel momento in cui per quest’ultima è in atto un cambio al vertice. Ernesto Maria Ruffini, dopo aver ricoperto negli ultimi due anni l’incarico di ad e poi di presidente e commissario straordinario di Equitalia, è stato nominato dal Governo nuovo direttore delle Entrate. Tuttavia, nonostante il decreto sia stato firmato dal presidente della Repubblica lo scorso 13 giugno, la Corte dei conti ha chiesto un supplemento di motivazioni per procedere alla registrazione per ragioni legate a una possibile incompatibilità con uno dei decreti attuativi della legge Severino. Quindi solo dopo superato questo passaggio si procederà alla registrazione e Ruffini entrerà nei pieni poteri (intanto da ieri Ruffini figura come direttore nell’organigramma pubblicato sul sito dell’Agenzia).

Però, il passaggio da Equitalia al nuovo soggetto poterà una serie di conseguenze “operative”. Tra queste, anche la possibilità per la nuova agenzia della riscossione di accedere alle banche dati già disponibili per le Entrate. Il caso di cui si è più discusso negli ultimi giorni riguarda l’Anagrafe dei rapporti bancari: la consultazione delle informazioni contenute (come ad esempio quelle sulla consistenza effettiva, la giacenza media del rapporto finanziario ma anche i codici identificativi della tipologia di operazioni che hanno movimentato il conto corrente) dovrebbe consentire di mirare i pignoramenti su conto corrente nella prospettiva di migliorarne il tasso di efficacia. Pignoramenti che l’agente della riscossione può già eseguire dal 2005: quindi sotto questo profilo non c’è nessuna novità aggiuntiva. E nella stessa direzione va anche la possibilità di consultare le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell’Inps per l’attivazione mirata delle norme relative al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità.

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