Forte crollo delle vendite al dettaglio di maggio

La lettura dei dati dell’indagine IHS Markit PMI® di maggio indica un forte calo delle vendite al dettaglio in Italia, con il più rapido tasso di contrazione su base annuale in dieci mesi. Eppure, nonostante il calo delle vendite e l’ulteriore contrazione dei margini lordi del settore, i dettaglianti hanno registrato un leggero aumento dei livelli occupazionali durante il mese.

Nel mese di maggio, l’Indice IHS Markit PMI delle Vendite al Dettaglio, che registra i cambiamenti su base mensile delle vendite comparabili, si è posizionato su 45.5, in calo rispetto al record su 5 mesi dello scorso aprile con 48.3. Le aziende che hanno indicato un calo, lo hanno collegato al basso afflusso nei punti vendita, al debole potere di spesa tra i consumatori e alle sfavorevoli condizioni metereologiche.

Rispetto allo stesso mese dello scorso anno, le vendite sono diminuite nettamente, segnando il più netto calo su base annuale da luglio 2016.

Conseguentemente al calo-vendite di maggio, i dettaglianti non sono generalmente riusciti a raggiungere i loro obiettivi mensili. Le aziende che non hanno realizzato i piani di vendita previsti sono state oltretutto dieci volte superiori rispetto a quante li hanno oltrepassati, segnando il più forte divario avutosi da giugno 2016.

Eppure i dettaglianti italiani sono generalmente rimasti ottimisti sulle loro prestazioni future, con piani di vendita superiori alle aspettative. C’è da dire che il livello di fiducia è calato ai minimi in quattro mesi.

L’indagine di maggio ha indicato un maggiore restringimento dei margini lordi del settore, registrando un calo netto e al tasso più rapido da settembre dello scorso anno. Così come per il calo delle vendite, il campione monitorato ha attribuito tale contrazione della redditività alla forte concorrenza e all’utilizzo degli sconti.

I livelli occupazionali di maggio del settore sono aumentati per il nono mese consecutivo, contraddicendo il calo forte e prolungato delle prestazioni del settore. L’incremento ha misurato tuttavia un tasso lieve, rallentando dai valori toccati lo scorso mese. Le aziende che hanno assunto nuovo personale lo hanno spesso collegato alle maggiori necessità aziendali.

I livelli d’acquisto dei prodotti all’ingrosso di maggio da parte dei dettaglianti sono nettamente calati, estendendo l’attuale sequenza di contrazione a sei mesi. Quest’ultima è stata peraltro la più forte da settembre.

Ciononostante, a maggio si assiste all’aumento delle giacenze per il nono mese sui dieci passati. Il motivo principalmente citato è legato alle vendite inferiori agli obiettivi. Il tasso di accumulo è stato molto più lento di aprile e solo moderato.

I prezzi medi pagati per gli acquisti sono solo leggermente aumentati nel mese di maggio, con un tasso di inflazione fortemente rallentato rispetto alla precedente indagine fino a toccare i valori minimi in oltre due anni e mezzo. Anche se alcune aziende hanno citato i maggiori costi delle materie prime, i commenti raccolti suggeriscono che il calo del prezzo all’ingrosso del carburante ha contribuito sulla pressione generale dei costi.

Phil Smith, economista presso la IHS Markit, e autore del report Markit PMI® sulle Vendite al Dettaglio in Italia, ha detto: «A maggio, il PMI delle vendite al dettaglio ha indicato un calo posizionandosi su 45.5 e portandosi leggermente al di sotto della media di quest’anno. I dettaglianti sono rimasti delusi dalla bassa affluenza, indicando il più forte divario in 11 mesi tra vendite effettive ed obiettivi pianificati. I commenti raccolti hanno inoltre citato la contrazione del potere di spesa da parte delle famiglie. La combinazione dell’inflazione e della debole crescita salariale ha contribuito a peggiorare la fiducia dei clienti, con un possibile impatto sul livello dei consumi».

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