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Markit PMI: a maggio perde leggermente vigore la crescita manifatturiera italiana

Fonte: Giornale della Pmi

Il settore manifatturiero dell’Italia ha osservato a maggio una leggera perdita di vigore, con un tasso di crescita della produzione e dei nuovi ordini, secondo gli ultimi dati delle indagini PMI®, in rallentamento rispetto ai recenti valori record. I produttori manifatturieri hanno mantenuto una forte volontà circa le nuove assunzioni, con una creazione occupazionale vicina al valore più alto dei venti anni di storia dell’indagine.

 

L’Indice PMI® (Purchasing Managers’ Index®) IHS Markit sul Manifatturiero in Italia – una cifra unica che mostra gli sviluppi delle condizioni operative generali – ha registrato a maggio 55.1, e ha segnalato un ulteriore e forte miglioramento delle condizioni generali del settore manifatturiero. In discesa dal valore più alto in più di sei anni di aprile di 56.2, l’indice ha segnalato un leggero calo di vigore della crescita.

Senza ombra di dubbio i livelli della produzione manifatturiera di maggio sono aumentati al tasso più lento in quattro mesi. Ciò riflette largamente la debole crescita della produzione dei beni di consumo, in quanto quelle dei beni intermedi e di investimento hanno continuato ad osservare forti tassi di espansione.

Allo stesso modo, aumentano gli ordini ricevuti dalle imprese manifatturiere, con un tasso di espansione in leggero rallentamento dal recente valore record di Aprile. Detto ciò, in relazione agli standard storici, rimane forte la crescita dei nuovi ordini, con la imprese campione che hanno riportato un ulteriore forte aumento dei nuovi ordini esteri.

Durante la metà del secondo trimestre, le imprese campione, commentando il maggiore bisogno a causa dei maggiori ordini, hanno continuato ad assumere personale. Il tasso di creazione occupazionale di maggio è stato di fatto quasi il più veloce dall’inizio dell’indagine indagine nel 1997 e secondo solo al tasso osservato ad ottobre 1999.

Ribaltando la leggera contrazione di aprile, aumenta a maggio il livello del lavoro inevaso. Allo stesso tempo conseguentemente all’utilizzo delle giacenze al fine di soddisfare gli ordini, diminuisco le giacenze dei semilavorati e dei prodotti finiti. Il tasso di declino è stato solido e solo leggermente più lento di quello riportato durante la precedente indagine.

Anche le giacenze degli acquisti hanno riportato una riduzione durante il mese. Ciò si è verificato nonostante le imprese manifatturiere hanno riportato un ulteriore e forte aumento dei livelli degli acquisti che segue quello maggiore osservato in sei anni riportato ad aprile.

La ripresa della domanda dei beni di acquisto ha avuto il suo impatto sull’ulteriore deterioramento dei tempi medi di consegna dei fornitori, con maggio che ha osservato uno degli allungamenti dei tempi dei fornitori maggiori in sei anni.

Sul fronte dei prezzi, l’indagine di maggio ha mostrato un’ulteriore attenuazione della pressione inflazionistica in quanto i costi di acquisto e i prezzi di vendita sono aumentati a tassi più lenti, rispettivamente in sette e quattro mesi. Detto ciò, i tassi di aumento sono rimasti ancora elevati secondo gli standard storici, con i dati raccolti che mostrano come i maggiori prezzi delle materie prime sono stati passati ai clienti finali.

Phil Smith, Economista presso IHS Markit, ed autore del report IHS Markit PMI®Settore Manifatturiero in Italia, ha detto: «L’indagine PMI manifatturiera di maggio ha prodotto un’altra serie di risultati positivi, mostrando un nuovo aumento dei livelli della produzione, anche se a tassi leggermente più bassi rispetto al valore record in sei anni di aprile, causato dall’ennesimo forte afflusso dei nuovi ordini. Probabilmente la notizia più positiva arriva dal fronte occupazionale, con i dati raccolti che infatti riportano un tasso di creazione occupazionale quasi record conseguentemente ai maggiori sforzi di adattare la capacità produttiva alla maggiore domanda. Allo stesso tempo la pressione sui prezzi ha mostrato ulteriori segnali di riduzione e, anche se il tasso di inflazione risulti ancora relativamente elevato, l’indice dei costi di acquisto e quello dei prezzi di vendita hanno riportato risultati più bassi rispettivamente in sette e quattro mesi».

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