Il Fisco Italiano : un incubo da cui si può uscire!

Equitalia tartassa i piccoli e perdona i potenti, spedisce le cartelle pure ai bambini, bussa alla porta dei morti e deruba persino i disabili".


Il Fisco non fa nessun passo indietro, nonostante i palesi errori sia procedurali che sostanziali. Infatti, il margine di errore è altissimo, stimato intorno al 20%.

In particolare, tra il 2000 e il 2015 circa una cartella su 5 in carico ad Equitalia è stata emessa per errore, per un totale di 217 miliardi di euro in cartelle emesse e poi annullate dopo il ricorso davanti ad un Giudice che le ha ritenute illegittime. Ciò avviene per lo più per somme di relativa entità, perché evidentemente si conta sul fatto che il contribuente, per reagire in Commissione tributaria o in Tribunale correrebbe il rischio di pagare cifre sproporzionate al debito, quindi pro bono pacis spesso paga, e poi come ringraziamento si trova Equitalia che riprende lo “stillicidio”.


Di contro, il cittadino non può mai sbagliare, nè tantomeno derogare ai dictat dell'Agente di riscossione. Se un cittadino deve agire nei confronti del suo debitore avrà l'onere di avviare un contenzioso, con tutte le garanzie del caso e il diritto di difesa in favore dello stesso debitore; qualora invece sia lo Stato a vantare un credito, quest'ultimo avrà la forza di agire "per direttissima" nei confronti del debitore – contribuente, senza alcun intervento da parte del magistrato, e cosa ancor più grave, ribaltando l'onere della prova in capo al contraente più debole.


Pertanto, ogni piccolo errore può costare caro, quanto gli interessi e gli aggi che lievitano nel tempo in maniera del tutto sproporzionata e spropositata. Sono molteplici i casi di ipoteche illegittime, di tributi prescritti, di decorrenza dei termini decadenziali, di indebiti. Sono tanti gli errori/orrori commessi dal Fisco e, di conseguenza, le violazioni dei diritti costituzionalemente garantiti della persona.

Non si contano più i casi di imprenditori mandati sul lastrico dagli esattori di Stato. In tutto questo, le aziende chiudono, e i suicidi si moltiplicano.

Non è più possibile tollerare questa situazione.


Difendere i consumatori non solo da Equitalia ma anche dall’usura delle banche sono solo alcuni degli obiettivi che si pone la neonata associazione LionsNet, che fornirà assistenza ai consumatori/contribuenti tramite la professionalità dei propri consulenti. Un pool di professionisti specializzati nel settore Bancario e Tributario che si propongono di offrire un servizio, non solo dal punto di vista legale, nei confronti di cittadini, piccole e medie imprese, partite iva.

Alcuni esempi sono la valutazione di irregolarità delle banche a danno del contribuente, lo screening delle cartelle Equitalia, il supporto nel caso di truffe o violazioni contrattuali in merito alle utenze domestiche, tutela nelle mediazioni e difesa legale nel processo tributario.


La prima sfida della LionsNet è quella di garantire il rispetto della legalità e di tutelare il contribuente - contraente debole dalle vessazioni illegittime, sia da parte del fisco ma anche dalle Banche.

Come noto, la normativa vigente autorizza Equitalia ad una sorta di espropriazione immediata dei crediti del debitore verso terzi. Mentre nel processo esecutivo ordinario l’effetto traslativo del credito deriva dall’ordinanza di assegnazione di un giudice, nel procedimento di riscossione tributaria esso è imputabile esclusivamente all’ordine di pagamento nei confronti dell’ente di riscossione, senza alcun intervento da parte del magistrato. E' indubbio che, negli ultimi anni, la politica di riscossione del fisco portata avanti da Equitalia ha esacerbato gli animi dei cittadini, che si sono sentiti vessati dal fisco senza aver modo di difendersi ad armi pari.


Torndando agli errori/orrori commessi dall'Agente della riscossione, è proprio la Suprema Corte di Cassazione, in merito ai principi sopra richiamati, che ha ribadito: "Le regole di imparzialità, correttezza e buona amministrazione impongono all'amministrazione finanziaria, una volta informata dell'errore in cui è incorsa, di compiere le verifiche necessarie e, poi, accertato l'errore, di annullare in autotutela il provvedimento riconosciuto illegittimo o, comunque, errato, anche qualora il contribuente abbia lasciato scadere il termine utile per impugnare il provvedimento avanti alla Commissione tributaria" (Cass. n. 6283/2012).


Ma la vera battaglia, oltre a quella legale che conduciamo quotidianamente come avvocati, è quella di portare a comipimento una seria e profonda riforma del Fisco e della Riscossione coattiva. Questa si, una battaglia di civiltà.

La prima proposta è anzitutto quella che mira ad evitare che Equitalia, o chi per lei, possa aggredire i beni del cittadino anche di fronte a cartelle con richieste palesemente prescritte; abolire il contributo unificato per le opposizioni a cartelle esattoriali di piccoli importi, considerato che il cittadino si vede costretto a rinunciare al ricorso in quanto costerebbe di più di quanto richiesto. Regolamentare meglio anche le norme sulla rateizzazione, sulle decorrenze, sui tempi per i diritti all’autotutela che deve anche essere ampliata. Riscrivere le regole sui pignoramenti diretti da parte dell'Agente di riscossione, imponendo l'intervento del magistrato, e invertendo l'onere della prova in capo all'ammministrazione creditrice.


L’obiettivo della proposta di riforma è proprio quello di garantire ai contribuenti la «certezza dei propri diritti», di fare in modo che lo Stato «non si approfitti delle debolezze dei cittadini lucrando sui bisogni» e che, soprattutto, garantisca trasparenza, maggiore legalità e semplificazione delle procedure.


“Resistere a Equitalia si può". Senza violenza, ma solo con le armi della giustizia ordinaria.


Avv. Biagio Cannata

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